La storia di un amore bianco rosso che non finisce mai

La storia del Varese Calcio inizia con la primavera del lontano 1910, più precisamente il 22 marzo. Proprio quel giorno venne infatti costituito il Varese Football Club, che per i tre anni successivi giocò solo partite amichevoli, per lo più contro squadre del varesotto e del milanese. La prima partecipazione ad un campionato ufficiale – la Promozione lombarda – si consumò nel 1914, quando dopo aver vinto il girone di qualificazione il Varese, che all’epoca vestiva di biancoviola. Nel 1923 il Varese assunse la denominazione di Associazione Sportiva Varesina, mentre tre anni più tardi i colori sociali divennero gli attuali bianco e rosso, quelli del Comune.
Lo stadio, pensato per praticare anche l’atletica leggera ed il ciclismo su pista, venne invece costruito nel 1935.
Alla fine degli anni trenta venne istituita la “Serie C”, cui il Varese prese parte fin dalla stagione 1938/1939. La prima promozione in Serie B arrivò il 4 maggio 1943, dopo essere stata sfiorata precedentemente in diverse occasioni. Proprio quella stessa estate, però, il campionato nazionale venne sospeso, a causa degli sviluppi della Seconda Guerra Mondiale. Dopo la parentesi del “Campionato Alta Italia”, disputato nel 1944 in mancanza di un torneo nazionale, il Varese riassunse la denominazione di Varese Football Club e partecipò alla Serie B delle stagioni 1946/1947 e 1947/1948, per tornare a giocare in Serie C l’anno successivo a causa della riduzione del campionato cadetto da tre gironi ad un uno unico. Dopo tre campionati chiusi a metà classifica i biancorossi retrocedettero sul campo al termine dell’annata 1951/1952, finendo in “IV Serie”. Proprio in quegli anni, intanto, lo stadio di Masnago venne intitolato ad un ex calciatore biancorosso, Franco Ossola, morto nella tragedia di Superga.

Dopo essere finito in “Promozione” il Varese cominciò una scalata che nel giro di una decina di anni lo portò fino in Serie A, con un doppio salto dalla C alla massima serie che si consumò tra il 1963 ed il 1964. Da lì e per i successivi dieci anni il Varese inizierà una sorta di saliscendi, che lo porterà a retrocedere tre volte, trovando però la pronta risalita nell’Olimpo del calcio italiano nel giro di una o due stagioni. Nel mezzo, l’ennesimo cambio di denominazione: dallo storico Varese Football Club la società cambiò nome in Varese Calcio S.p.A. Abbandonata la Serie A nel 1975, il Varese disputò nove campionati di B quasi consecutivi, con un solo intermezzo in C1. Dalla metà degli anni ottanta sino alla metà della prima decade del duemila, i biancorossi si giostrarono in un ripetuto saliscendi tra C1 e C2, con l’unica eccezione di un campionato di Serie D giocato (e vinto) nella stagione 1993/1994.

Nell’estate del 2004, poi, il Varese Football Club (la società aveva riacquisito la sua denominazione originaria alla fine degli anni ottanta) fallisce. Proprio in quei mesi viene quindi costituita l’Associazione Sportiva Varese 1910 che ne rileva il titolo sportivo e si iscrive al campionato di Eccellenza. Qui parte una scalata durata sei anni che porterà il Varese a trovare il ritorno in Serie B a venticinque anni di distanza dall’ultimo campionato cadetto disputato proprio nell’anno del centenario, il 2010. Le prime due stagioni regalano i playoff ai biancorossi, eliminati prima dal Padova in semifinale e poi dalla Sampdoria in finale, col sogno Serie A che sfuma ad un soffio dal realizzarsi. Dopo aver sfiorato il ritorno in Lega Pro nella stagione 2013/2014 l’A.S. Varese 1910 termina all’ultimo posto la stagione successiva. Non riuscendo ad iscriversi, scompare dal calcio professionistico.

La tradizione sportiva del club viene quindi rilevata dalla neonata Varese Calcio S.S.D., che si iscrive al torneo di Eccellenza lombarda per la stagione 2015/2016, vincendo il campionato.
Nell’attuale stagione 2016/2017 il Varese Calcio milita in Serie D.

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